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La Cucina di Roma Antica

  • delegazioneaccadem
  • 11 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Cosa ritroviamo sulla nostra tavola?


La cucina della Roma antica ha attinto a saperi e prodotti provenienti da tutto il

bacino del Mediterraneo lungo un arco temporale di svariati secoli, lasciando testimonianze che si ritrovano ancora oggi sulle nostre tavole. Questo tema, già ripreso in svariati articoli apparsi sulla rivista “Civiltà della Tavola”, è stato il tema della riunione conviviale tenutasi a Monaco il 12 giugno.

Il mosaico nella foto proviene da Cartagine, ca 180 d.C. conservato al Museo del Louvre; la foto è di Jean-Paul Grandmont


Il Vice Console Giacomo Bampini ha aperto la serata, che si inseriva nel calendario delle

manifestazioni organizzate dal Consolato Generale d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura per la


I edizione dell’Italian Week


una rassegna di eventi culturali proposti in molte città della Germania su iniziativa dell’Ambasciata d’Italia a Berlino.

 


Il relatore Simone Cofferati, presidente del Circolo Cento Fiori, ha offerto un’avvincente narrazione sui prodotti e la cucina di Roma durante i secoli, dalla fondazione della città alla caduta dell’impero, mostrando come la reperibilità dei prodotti e l’evoluzione delle colture abbia influenzato la disponibilità di prodotti sulla tavola dei ricchi e dei meno abbienti. Chiudendo l’intervento con un’istantanea sulle materie prime reperibili sul mercato di Roma, Simone Cofferati ha passato la parola al simposiarca Claudio Zanghi, il quale ha messo in evidenza prodotti, ricette e tecniche che si rifanno ancora oggi alla cultura di Roma antica.





Il menù ha creato un punto di incontro tra ricette antiche e gastronomia contemporanea. La zuppa di apertura, Faseoli et cicer, come pure la Puls punica in chiusura della cena, facevano uso di cereali, in particolare il farro, e di legumi, preparati seguendo antichi ricettari in lingua latina.



Questo il menù e alcune ricette:


Faseoli et cicer, una zuppa tiepida di ceci e borlotti ed un richiamo ad una cucina che faceva largo uso di legumi; e di cui avrete la ricetta.

Faseoli virides et cicer ex sale, cumino, oleo et mero modico inferuntur.

(De Re Coquinaria, 5.8.1). 

Servire fagioli freschi e ceci con sale, cumino,

olio e un po’ di ottimo vino


Il primo riporta ad una tradizione recente, pur sempre facendo uso di cereali, tanto presenti sulle tavole della Roma antica, gli Gnocchi alla romana con pecorino romano.

Pesce spada alla palermitana e caponata, un secondo decisamente dei giorni nostri, ed una ricetta della terra di provenienza del cuoco.

Puls punica, un semolino di farina di farro con ricotta e uova per chiudere all’antica, portandosi a casa la ricetta.

Pultem Punicam sic coquito. Libram alicae in aquam indito, facito uti bene madeat. Id infundito in alveum purum, eo casei recentis P. III, mellis P. S, ovum unum, omnia una permisceto bene. Ita insipito in aulam novam.

(Marci Catonis De Agri Cultura, Cap 85) 

Preparare in questo modo la puls Punica. Mettere a bagno in acqua il farro facendo sì che si gonfi bene. Metterlo in un recipiente pulito e aggiungere tre libbre di formaggio fresco, un uovo, mescolando tutto bene. Mettere in una pentola nuova.


Interventi della serata - Gran parte della letteratura utilizzata in preparazione degli interventi della serata è consultabile in questo raccoglitore. Il testo dell`intervento di Claudio Zanghi è accessibile


La galleria qui sotto mostra alcune delle istantanee riprese durante la serata. Tutte le foto sono accessibili attraverso questo link



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